Tanti fonzie, pochi happy days

In The Box
lunedì, 13 aprile 2026 alle 11:41
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LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Quando è stata l'ultima volta in cui un dirigente della Roma ha fatto autocritica? Non spremete le meningi, non vale la pena. Dal 2011 a oggi riuscireste al massimo a risalire a spiegazioni parasociologiche, a lamentele nei confronti della piazza e ad alibi evidenziati in modo diretto o meglio ancora in modalità ventriloqui, perché la specialità della casa è diventata parlare senza fiatare, affidando pensieri, parole, opere e omissioni a chi si presta a fare da megafono. Novelli Jose Luis Moreno con tanti Rockefeller pronti a muovere le labbra. Forse bisogna risalire agli albori della Roma stelle e strisce per ricordare la pantomima dialettica dell'allora neo direttore generale Franco Baldini, che in una surreale conferenza stampa, fra le risate accondiscendenti della claque dell'epoca, affermava di non sapere per quale dannato motivo fosse tornato. Fra una citazione dei testi delle canzoni della Mannoia e il fingere di non ricordare l'anno in cui la Roma perse ai rigori la coppa dei campioni contro il Liverpool. Radicalchiccherie pret-à-porter, dozzinali per quanto banali.
Per il resto, ricordiamo Sabatini che era solito coccolare fino a viziare i calciatori di cui si innamorava (memorabile la frase "la piazza di Roma rischia di rovinare la carriera di Dodo", frase abominevole), salvo poi, una volta andato via, affermare solenne che nella Roma mancava il dolore della sconfitta. E chi se non i dirigenti lo avrebbero dovuto inculcare? Quei dirigenti che all'epoca immaginando che il campionato fosse il cammino di Santiago coloravano le dichiarazioni dicendo che vincere o perdere contava poco perché facevano parte del "percorso". Non c'è mai stata autocritica. Ieri come oggi. Al massimo qualcuno dei dirigenti passati per le porte sempre girevoli del Bernardini ha parlato col senno di poi, ma mai per dire "commisi errori anche io". Sempre e soltanto per insegnare la vita da lontano. Grilli parlanti del giorno dopo. Con la storia del Fair Play Finanziario sempre pronta all'uso. Luis Enrique fuggì dopo un anno perché nessuno dentro Trigoria lo supportava e lo difendeva da pretestuosi attacchi esterni. Zeman fu mandato al rogo perché si permise di accusare un plotone di permalosi affermando che a Trigoria non si facevano rispettare le regole. Garcia fu messo all'indice perché criticò la politica del trading di calciatori quasi ossessiva che limitava il consolidamento della squadra.
Spalletti fu allo stesso tempo vittima e complice di un'ambiguità di gestione di casi spinosi che finirono col sabotare la Roma da dentro le mura. Di Francesco ebbe come riferimento Monchi che aveva più problemi di lui nella seconda stagione. Erano i mesi in cui il presidente Pallotta confezionava la exit strategy infischiandosene di quanto accadeva a Trigoria. Fonseca fu sedotto e abbandonato, anche perché Petrachi durò da Natale a Santo Stefano, vittima delle lotte interne in un momento storico, uno dei tanti, come di recente, in cui contava l'io a scapito del noi.
Mourinho fu la bandiera da sventolare fino a quando fece comodo. E la sua vicenda ricorda molto quanto sta vivendo Gasperini. Con una sostanziale differenza. All'epoca c'era nei quadri societari gente poco preparata per questioni così grandi. Oggi c'è Ranieri, e per questo le dichiarazioni pre Roma-Pisa hanno fatto clamore. Ancora più clamore la gestualità del senior advisor mentre le rilasciava a dazn. Appariva teso, quasi gesticolava, mal celava un nervosismo che è parso più evidente della perentorietà di esposizione. Difficile immaginare una cosa del genere da uno come lui. Ma, per quanto sorprendente, non è una novità. Nessuno a Roma parla coi Friedkin ma in molti sanno che mal sopportano i modi di Gasperini. Misterioso capire come arrivino certe informazioni. Nel mentre, da quindici anni, i dirigenti non sbagliano mai. E tantomeno ammettono una tantum di avere commesso errori. Un po' come Fonzie di Happy Days che non riusciva a dire "ho sbagliato" e bofonchiava "ho sbampfggh" "ho sbcoffbflflmm".
In the box - @augustociardi

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