LA SFIDA NELLA SFIDA: Totti vs Balotelli

Sfida nella sfida
venerdì, 25 aprile 2014 alle 14:22
totti balo
LAROMA24.IT – Il calcio è per sempre. Ma anche UN calcio, evidentemente. Totti e Balotelli si ritrovano da avversari venerdì allo Stadio Olimpico, in un Roma-Milan utile più per i rossoneri che per i giallorossi, con quest’ultimi ormai certi di un posto fisso in Champions League l’anno prossimo. La squadra di Seedorf, invece, lotterà per lo stage Europa League, in attesa che finisca il periodo di transizione che ha relegato il club lombardo ai margini del calcio italiano che conta. Non c’è nemmeno bisogno di dirlo: ogni volta si parli di questi due calciatori, si deve ricordare quel famoso calcio sotto la sud nel lontano 2010. Una pratica diffusa, ormai irrinunciabile: espletiamo.
“STOK” - Questo è il rumore dello scarpino di Totti che si infrange sulla tibia di Balotelli. La ricordano tutti quella sera: il capitano giallorosso, sotto di 0-1 con la sua Roma nella finale di Coppa Italia contro l’Inter, rincorre l’avversario nerazzurro fino a pizzicarlo sotto la Sud, pungendolo senza appello. Le mani nei capelli di De Rossi sono quelle dei tifosi sugli spalti:
rosso diretto. Totti esce dal campo tra gli applausi, non prima di aver ricevuto una virile pacca sulla spalla da Maicon, oggi fiancheggiatore del numero 10 romanista agli ordini di Rudi Garcia.
“SENTENDOSI COME GESU NEL TEMPIO” – Ok, fatto. Partiamo con le reazioni, ricordiamole insieme. Paolo Di Canio: “Un gesto vile”. Boniek è di parere leggermente diverso: “Doveva dargli un pugno in faccia”. Arrigo Sacchi dà l’esempio: “Io non convocavo i giocatori in Nazionale per molto meno. Ma forse esageravo io…”. Fin qui tutto in regola: parole fuori posto, magari, però prodotto di bocche avvezze a masticar calcio. Il problema è che di questo episodio parlano più o meno tutti, a vario titolo. Un esempio: “Ci sono forme di tifo selvaggio che danno luogo a violenze intollerabili, che oggi si esprimono negli stadi, ma domani chissà dove possono arrivare. È un fenomeno preoccupante e le società calcistiche dovrebbero reagire di più. E il calcio di Totti a Balotelli si inserisce in questo contesto”. No, non l’ha detto la prima firma di una testata sportiva importante. L’ha detto Giorgio Napolitano, allora (come oggi) Presidente della Repubblica. Ma c’è di più. Il senatore del Pdl Lehner, pur professandosi romanista, dichiara quanto segue: “Da romanista mi tocca riconoscere il merito dell'Inter ed i demeriti dell'ex calciatore Totti, ormai più da spot televisivi che da campo di calcio, nonchè di quanti gli hanno rinnovato il contratto sin quando diverrà nonno”. A Lehner risponde l’altra sponda politica, il PD, con l’assessore Palumbo: “L'onorevole Lehner si professa romanista, ma mi dà l'idea di essere un laziale camuffato”. I colori sarebbero anche quelli, aggiungiamo noi. Continua Palumbo: “Questo giocatore è il simbolo di una squadra e di una città e negli ultimi dieci anni ha permesso a tanta gente di festeggiare uno scudetto, due coppe Italia e due supercoppe di Lega”. Le carriere politiche dei due contendenti ci danno un’indicazione su chi potesse aver ragione: Lehner, uscito dal PDL, è andato a schiarirsi le idee nel gruppo “Iniziativa Responsabile” (Domenico Scilipoti era uno degli uomini chiave, per capirci) per poi abbandonare il Parlamento col governo Monti; Palumbo, più giovane, è da poco entrato in Comune con il nuovo sindaco di Roma Ignazio Marino.
PASSATO – Storie diverse, le loro. Una città, una maglia, una carriera per Francesco Totti; tre maglie, due città e un passato difficile per Mario Balotelli. Il centravanti bresciano non è mai riuscito ad appendere il cappello: Inter e Manchester nel suo passato, con Mancini (due volte) e Mourinho in panchina. A condire tutto il suo carattere: scontroso, ribelle, ora introverso, ora irrispettoso e irriverente, un carattere che lo ha portato a scontrarsi con i due allenatori. Ora, al Milan, è stato prima agli ordini di Massimiliano Allegri, poi a quelli di Seedorf: non sono mancati i momenti di attrito, compresi quelli con parte della tifoseria rossonera. Francesco Totti, invece, viene da uno dei periodi più difficili della sua carriera: messo in dubbio da Luis Enrique nel 2011, aveva trovato energie nuove con il suo amato Zeman, esonerato a metà stagione scorsa. Poi il 26 maggio, il resto è storia contemporanea.
PRESENTE – Raccontiamola, questa storia contemporanea. Balotelli ha collezionato in questa stagione 22 presenze con 14 gol e 5 assist. Totti è sceso in campo 17 volte, segnando 7 gol e fornendo 9 assist. Il giallorosso ha ricoperto tutte le posizioni nel reparto offensivo, dal regista avanzato alla punta centrale; il milanista, invece, ha sempre giocato da punta, tranne nelle rare occasioni in cui, con la presenza di un bomber d’area di rigore, Allegri e Seedorf hanno preferito schierarlo defilato a sinistra. Tra i due, ovviamente, è Totti che detiene il numero maggiore di passaggi fatti: 41 passaggi utili con il 78% di riuscita a partita per il giallorosso, solo 21 con il 72% per il collega nato a Palermo. Sui tiri in porta vince Balotelli: 5 tentativi verso la porta avversaria contro i 2,5 di Totti. Sulle palle perse torna avanti il capitano romanista, con un solo ‘turnover’ a partita contro i 2,3 del suo avversario. Falloso Balotelli (2,5 falli a partita), più corretto Totti (0,9).

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